La forme di  neoplasia delle cellule renali è una tipologia di tumore al rene nelle persone di età avanzata che nasce dal tubulo renale. Di solito, uno dei metodi più usati per cercare di combattere il fenomeno è l’intervento chirurgico atto ad asportare il tumore. Il carcinoma alle cellule tumorali, purtroppo, risulta essere resistente, in particolar modo anche alla chemioterapia e alla radioterapia, anche se bisogna pure dire che in determinate circostanze esso risponde alla  immunoterapia.

Nuove terapie per il cancro del rene sono oggetto di esperimenti. Esse hanno principalmente l’obiettivo di diminuire il rischio di ricaduta nella fase post-intervento chirurgico (in questo caso siamo in presenza di una terapia adiuvante) e di tenere sotto controllo la patologia che si trova in uno  stadio evoluto dove  le cellule tumorali si sono sparse aggredendo altri  parti del corpo. Ricercatori stanno facendo delle prove facendo uso di farmaci sperimentali che possono essere impiegati solo nell’ambito della ricerca e della sperimentazione. Inoltre, oggetto di verifica è l’efficacia di un vaccino, TroVax®, come terapia per il cancro del rene evoluto che viene combinato con le altre terapie i cui risultati sono noti.

Il vaccino in questione dovrebbe agire in modo specifico al fine di produrre degli stimoli al sistema immunitario e svolgere un’azione di contrasto al progresso della malattia.

Tanti test clinici si stanno portando avanti proprio per dare una valutazione dell’efficacia di altri vaccini usati per stimolare la risposta del sistema immunitario contrastando le cellule del tumore del rene che aggrediscono gli organi del corpo umano. Molti ricercatori stanno verificando anche la validità di terapie mirate che vanno ad aggiungersi a quelle che sono state accolte, al fine di dare una risposta ai segnali che ne permettono l’accrescimento o la conservazione.

Le molecole su cui i ricercatori puntano sono Everolimus (un medicinale che tende a bloccare la proteina mTOR che si trova all’interno delle cellule e che svolge una  funzione rilevante  per regolare l’incremento  e la conservazione delle cellule) e Axitinib, che fa parte della categoria dei bloccanti multi-target delle tirosinchinasi.

Altro filone d’indagine è costituito dall’associazione o dall’impiego in successione di diverse molecole a bersaglio indirizzato, al fine di sfruttare un’eventuale azione sinergica.

Per quanto concerne quest’ultimo aspetto vi sono in corso studi empirici che hanno l’obiettivo di  provare l’efficacia e la sopportazione dell’unione di due o più dei nuovi medicinali, sia tra  quelli che si stanno studiano, sia tra coloro che  già sono stati approvati dalla comunità scientifica.