Che il latte sia un alimento salutare è un argomento spesso dato per certo, anche se a tratti è stato discusso su più fronti eventuali negatività di questo liquido bianco. Sembra che molte persone abbiano sentito dire che la caseina (la proteina principale del latte vaccino) è il carcinogeno chimico più rilevante mai identificato. Ma è vero? Andiamo a vedere e cerchiamo di evidenziare tutta la verità.

Recenti studi scientifici hanno suggerito che i prodotti lattiero-caseari possono essere legati ad un aumento del rischio di cancro alla prostata, al testicolo e forse ai tumori ovarici e del seno.

Il cancro alla prostata è stato collegato ai prodotti lattiero-caseari in diversi studi. In quelli portati avanti dai medici di Harvard, su più di 20.000 uomini, coloro che consumavano più di due porzioni di latticini ogni giorno hanno un rischio del 34% di sviluppare il cancro alla prostata rispetto agli uomini che consumavano pochi prodotti lattiero-caseari. Molti altri studi hanno mostrato la stessa cosa.

Sono stati proposti diversi meccanismi in grado di spiegare questa associazione. Il consumo di prodotti lattiero-caseari aumenta i livelli del fattore di crescita dell’insulina IGF-1 nel flusso sanguigno. L’IGF-1 è un potente stimolo per la crescita anche delle cellule tumorali. Livelli elevati di IGF-1 sono legati all’aumento del rischio di cancro anche al cancro al seno.

Il calcio può svolgere un ruolo importante anche nel cancro alla prostata. Sebbene il corpo abbia bisogno di un certo calcio, un elevato carico di questo elemento comporta un abbassamento dei livelli ematici di vitamina D. Nel caso del cancro alla prostata, dove si pensa che la vitamina D sia protettiva, l’assunzione di alimenti ad alto contenuto di calcio potrebbe avere un effetto nocivo.

Per il cancro ovarico, il galattosio, un componente del lattosio, è stato oggetto di studio come un possibile colpevole.

Una recente analisi esamina una relazione tra il consumo di prodotti lattiero-caseari e il rischio di cancro ovarico e ha rilevato che ogni 10 grammi di lattosio consumato (circa un bicchiere di latte) il rischio di cancro ovarico aumenta del 13%.

A differenza di questi risultati, uno studio norvegese del 2001 ha concluso che il consumo di latte riduce il rischio di cancro al seno nelle donne in premenopausa.

In Asia, dove vengono consumate verdure, frutta, tofu, soia e altri prodotti della soia, e dove il latte non è parte normale della dieta, la gente è generalmente più sana e il cancro al seno è molto più raro rispetto agli Stati Uniti e all’Europa.

Infine, uno studio positivo su latte e tumori: sembra che consumare latte riduca del 24% il rischio di contrarre il cancro al colon.

Dunque, a quantità normali, senza esagerare, il consumo di latte è sempre consigliato.