Il 2011 è stato proprio l’anno nel quale sono entrate in vigore le nuove “finestre”, un meccanismo per calcolare e separare la data alla quale verranno maturati i requisiti minimi per richiedere la pensione dal momento che viene dopo nel quale decorre la pensione reale, con questo meccanismo si innalza nuovamente il limite per accedere alla pensione e a tutti i suoi benefici, senza però innalzare grandi polemiche tramite una riforma esplicita. Fino a poco tempo fa esisteva un sistema dove le “finestre” erano stabili o rigide, quanto il diritto alla pensione veniva maturato, per riuscire ad usufruire di tale diritto bastava attendere la prima “finestra” utile e la data di questa era fissa. Mentre dal 1 Gennaio 2011 il valore cambierà per ogni singolo lavoratore, a seconda della data nella quale si è maturato il requisito rendendo quindi tali finestre “mobili”.

Il termine così creato assume valore di 12 mesi per tutti i lavoratori dipendenti e invece addirittura 18 mesi per tutti gli autonomi o per i parasubordinati. Solo alcune particolari categorie di lavoratori vengono escluse dalle “finestre mobili”, ovviamente coloro che hanno maturato il diritto alla pensione prima del 31 Dicembre 2010. Sempre dal 1 Gennaio aumentano anche i requisiti per ottenere la pensione di anzianità, non è dipendente solamente dal numero minimo di contributi da versare, ma in realtà diviene anche subordinata ad una certa età minima che bisogna avere.

Oltre a questo (se non dovesse bastare) la somma di questi due precedenti indici dovrà dare vita ad un numero adeguato, la “quota” che se non raggiunta non darà diritto alla pensione. Ogni anno questa quota aumenta fino a raggiungere il 2013, al momento il valore è 96 e l’età minima è di 60 anni. per tutti coloro che sono autonomi artigiani, coltivatori diretti, commercianti invece la “quota” sarà 97 e l’età minima 61 anni.

Una volta che si riuscirà ad andare in pensione si potrà in ogni caso accedere a varie forme di finanziamento (leggi di più sui prestiti a pensionati) se si necessita di aiuto nelle spese della vita quotidiana, gli importi di tali prestiti solitamente vanno da 2.500 a 39.000 Euro a seconda di dove si scelga di richiederlo, il finanziamento se accettato sarà elargito in pochi giorni, non si necessita una motivazione per richiederlo, serve una sola firma per ottenerlo anche se si è sposati, solitamente la rata per la restituzione del prestito è a tasso fisso, è data la possibilità di estinguere il debito in modo anticipato senza dover incorrere in penali, le modalità del prestito più comuni sono prestito personale o nella maggior parte dei casi la cessione del quinto in questo caso della pensione.