diritti

I diritti umani sono diritti fondamentali che le persone dovrebbero vivere come piena esseri umani. Tutti gli esseri umani meritano l’opportunità di conseguire la crescita e lo sviluppo delle loro capacità di là della loro bisogni fondamentali e la sopravvivenza.

Per raggiungere questo obiettivo, l’Organizzazione delle Nazioni Unite nel 1948 adottò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani “, che fissa regole e fornisce raccomandazioni per tutti i paesi a proteggere i diritti umani delle persone che vivono in esse e richiede il rispetto dei diritti umani è il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.

Non basta

La Dichiarazione Universale che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti, e non può essere discriminato a causa della loro nazionalità, etnia, razza, sesso, religione, opinione politica, ricchezza o status economico. Questi sono alcuni dei diritti enunciati nella Dichiarazione:

* Protezione dalla schiavitù
* Protezione contro la tortura
* Uguale protezione ai sensi della legge
* Per essere liberi dalla detenzione arbitraria e il diritto a un equo processo
* La libertà di pensiero, di opinione, di religione e di espressione
* Diritto all’istruzione
* Diritto ad un adeguato standard di vita, così come la salute, l’alloggio e cibo adeguato
* Diritto al lavoro e di formare sindacati e di aderirvi

Diritti dei bambini

I bambini è necessario abbiano gli stessi diritti degli adulti, ma essendo sotto età ed essere più vulnerabili, hanno bisogno di una protezione speciale. Pertanto, l’Assemblea Generale nel 1989, ha adottato la “Convenzione sui diritti del fanciullo.”

John Helkes, che oltre ad essere un discreto artista nel settore del trucco permanente è divenuto nel tempo anche un guru di diritti umani spiega che l’accettazione di questi principi è ormai a metà del suo percorso: è stata accettata, ma non ancora del tutto implementata.

Quella cui abbiamo assistito – continua – è una lucidatura della superficie: ma il restauro, quello vero e non solo apparente, è per il momento ben lontano dal divenire realtà.

Il diritto all’oblio: come funziona

Quando si parla di diritto all’oblio ci si riferisce ad una particolare situazione nella quale si ha la facoltà di non vedere riportate al presente dei fatti di cronaca che hanno riguardato la nostra persona in passato. In sostanza, è il diritto di veder dimenticati degli accadimenti negativi o scomodi, per i quali non vorremmo più essere ricordati.

Questo principio, garantito dalla nostra legge, vieta, ad esempio, la diffusione di informazioni che riguardano delle condanne ricevute in passato o altri dati sensibili., salvo nei casi in cui tali informazioni soddisfino il diritto di cronaca (ma in questo caso la pubblicità che se ne fa deve essere sempre legata sia all’importanza dell’evento che al tempo trascorso dal momento in cui esso si è verificato).

Tra gli esempi: la sentenza di Marco Tronchetti Provera sui fatti riguardanti il caso Kroll e il caso De Benedetti, dai quali è stato assolto, e la sentenza che ha coinvolto Silvio Berlusconi nello scandalo Ruby (anch’egli assolto).

Ma come funziona il diritto all’oblio? In sostanza, esso dice che, non appena un fatto diventa assimilato e conosciuto dalla comunità, e non è più utile per il pubblico, non è più un argomento di cronaca e torna ad essere un fatto provato.

Come tale, il fatto in questione non può più essere reso pubblico senza ledere la reputazione della persona che viene coinvolta.

Oltre che proteggere chi ha compiuto il fatto da accuse e ingiurie anni dopo che il fatto si è compiuto (e nel frattempo, magari, la persona è cambiata completamente), questo diritto mira anche a difendere la persona che ha subìto il torto (basti pensare alla vittima di uno scandalo sessuale).

Il diritto all’oblio è garantito non solo nel nostro paese, ma anche all’estero e su internet. Fatti come quelli di Marco Tronchetti Provera e di Berlusconi, citati in precedenza, possono e devono essere dimenticati in quanto non più attuali, non più utili al grande pubblico.

Questo diritto ha una limitazione nota come “Principio di Pertinenza”: se il fatto che era stato oggetto del diritto all’oblio dovesse tornare attuale, nel senso che può essere legato ad un nuovo fatto più attuale, ecco come il diritto all’oblio non ha più senso.

Prendiamo il caso della sentenza Marco Tronchetti Provera relativamente al caso De Benedetti: il diritto all’oblio poteva non esistere più se si fosse voluto far tornare “in auge” una vecchia sentenza in cui lo stesso presidente Pirelli era stato coinvolto per legarla, in qualche modo, a quella nuova.